Mariano Rabino
Mariano Rabino
EDITORIALE

22/03/2010

Anche l'inchiesta de La Stampa conferma la bontà delle politiche regionali


Anche l'inchiesta de La Stampa conferma la bontà delle politiche regionali

Ho accolto con favore l'inchiesta che è stata pubblicata da La Stampa nella quale è stato esaminato il lavoro svolto dalle giunte regionali uscenti, inchiesta che è partita dalla domanda: ma per che cosa andiamo a votare? Nell'articolo che accompagna l'approfondimento si sottolinea come siano stati trascurati dalla politica, nel corso di questa campagna elettorale, i programmi e i temi che dovrebbero aiutare gli elettori nella loro scelta e cioè cosa si ripropongono di fare i diversi schieramenti per la casa, gli ospedali, le liste d'attesa, la sicurezza, l'assistenza e il turismo. Si è invece privilegiata, ad arte, la polemica fine a se stessa, i discorsi relativi ad escort, intercettazioni, censura televisiva e via dicendo. Non mi soffermo sui vari temi affrontati nell'inchiesta, ma un aspetto ci tengo a sottolinearlo. Uno degli articoli proposti segnala che "I meriti di una buona amministrazione cominciano dalla sanità". Per il Piemonte si sottolinea che la giunta Bresso ha ereditato conti passivi dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra e li ha riportati in attivo, migliorando, al contempo, la qualità dei servizi offerti tanto che gli ospedali piemontesi attirano più pazienti, rispetto al passato, da altre regioni. Chi si fosse preso la briga di leggere le interviste incrociate alla Bresso e al suo sfidante leghista, avrà sicuramente notato come Cota, alla domanda " in caso di vittoria alle elezioni di domenica e lunedì prossimi, quale sarebbe il primo "taglio" della sua legislatura" ha risposto testuale: " Gli sprechi imputabili a scelte sbagliate, come quelle di Bresso sulla sanità (.....)". Ancora una volta il candidato leghista dice falsità tendenti a mettere in cattiva luce l'amministrazione Bresso perché si trova senza argomenti concreti da opporre. Come quando è venuto in provincia di Cuneo e ha detto che tra le sue priorità c'è il traforo del Mercantour, mentre ben altre sono le urgenze infrastrutturali della Granda (Asti - Cuneo e Tenda bis su tutte). Oppure quando ha detto che il bando per l'assegnazione ai privati del servizio di trasporto pubblico ferroviario sarebbe stato immediatamente bloccato in caso di vittoria del centrodestra ( cosa ne pensano al proposito le migliaia di persone, pendolari, che giornalmente usano il treno per spostarsi per lavoro o studio?). Lo slogan come programma di governo, gli annunci invece delle iniziative concrete, la mistificazione assurta ad arte, come nel caso del milione di partecipanti alla manifestazione romana della Pdl, che poi erano, forse, 150mila, come nel caso delle liste presentate erroneamente in Lazio e Lombardia (ma la colpa era dei magistrati comunisti, naturalmente, non della dabbenaggine della Pdl...), con tanto di decreto esplicativo, come ogni volta che il governo o i suoi rappresentanti sono chiamati a proporre soluzioni concrete alla crisi che stiamo vivendo, il centrodestra dimostra di essere inadeguato a guidare il Paese e ancor di più lo è la Lega che, al governo da tempo, continua a non lasciare tracce concrete della sua presenza nell'esecutivo, fatti salvi gli incitamenti all'odio e alla divisione. Tornando all'inchiesta della Stampa, i dati presentati mettono in evidenza come la Regione Piemonte abbia saputo dare risposte concrete e soluzioni praticabili alle richieste e alle esigenze della popolazione, spesso precedendo lo stesso governo o, altrettanto spesso, sostituendosi ad esso. Così è stato per quanto riguarda la sicurezza, il piano casa, il turismo, la sanità, l'assistenza e tanti altri comparti del nostro vivere comune. Questi sono i fatti che in questa ultima settimana di campagna elettorale dobbiamo ricordare agli elettori, certi che tra le parole al vento del centrodestra e i programmi concreti per rendere il Piemonte una regione moderna, innovativa e solidale i cittadini sapranno scegliere.



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