Mariano Rabino
Mariano Rabino
POLITICA E COMMENTI

21/03/2010

Rabino:il Piemonte è e sarà regione innovativa, solidale e moderna


Rabino:il Piemonte è e sarà regione innovativa, solidale e moderna

La decisione di candidarsi per le elezioni regionali da quali motivazioni è stata dettata? Sono un consigliere regionale uscente e durante la passata legislatura mi sono occupato specificatamente delle problematiche delle Langhe e del Roero, territorio di cui sono espressione, ma ho anche avuto modo di impegnarmi per trovare una soluzione per le tematiche che hanno interessato la provincia di Cuneo tra le quali la diffusione della banda larga per internet veloce, la legge per i piccoli comuni, il passaggio al digitale terrestre e l'ampliamento dell'utilizzo delle energie rinnovabili. In questi 5 anni ho lavorato per i sindaci, i cittadini, le imprese e le associazioni mantenendo con tutti un rapporto costante e fornendo informazioni relativamente all'attività svolta in Consiglio regionale e in merito alle opportunità che vengono offerte dalla Regione. Mi ripresento alle oramai prossime elezioni con l'obiettivo di dare continuità ai 5 anni di appassionato e costante lavoro svolto a favore della Granda.
Quali sono i punti fondamentali del suo programma, nei quali crede fermamente?
L'obiettivo per il quale stiamo lavorando è quello di rendere il Piemonte una regione innovativa, solidale, moderna e proiettata verso un futuro più sereno. Per fare questo dobbiamo tenere conto della grave crisi economica che stiamo vivendo e le principali iniziative della nuova Giunta regionale guidata da Mercedes Bresso non potranno che andare in questa direzione. Detto ciò, personalmente continuerò ad impegnarmi a favore dei piccoli comuni, affinché ne venga riconosciuta, tangibilmente, l'importanza di primo presidio del territorio così come cercherò di favorire l'ampliamento dell'utilizzo delle energie rinnovabili. Sicuramente non trascurerò quanto è stato fatto, specie nelle Langhe e nel Roero, a favore del turismo così come per il commercio, per il quale è stato realizzato il distretto commerciale di Alba-Bra. Per la sicurezza la Regione ha investito i 250mila euro del progetto pilota per la sicurezza integrata di Langhe e Roero, da me promosso, e per il quale voglio garantire la continuità. Sono molti i progetti che vorrei portare avanti ma il principale resta quello di essere sempre un riferimento per gli amministratori locali come per i cittadini, che potranno sempre trovare in me un referente sicuro e affidabile.
Che cosa ne pensa del clima politico in questa campagna elettorale.
Da noi la campagna elettorale non ha subito gli avvelenamenti conseguenti alla dabbenaggine messa in mostra dalla Pdl in Lombardia e nel Lazio, con il conseguente decreto interpretativo che ha fatto gridare tutti allo scandalo. In Piemonte dobbiamo parlare innanzitutto di programmi e progetti, trasmettendo agli elettori, al contempo, tutto quanto di positivo è stato fatto dalla Giunta regionale guidata da Mercedes Bresso. La campagna elettorale che sto vivendo in prima persona in mezzo alla gente mi sta dando una grande fiducia sull'esito delle oramai imminenti elezioni regionali, perchè le tante persone che incontro giornalmente mi confermano di aver capito quanto la Regione si sia spesa a favore del territorio della nostra provincia, con azioni concrete ed incisive, specie per contrastare la grave crisi economica che stiamo vivendo. Questo ha fatto maturare molta fiducia nelle capacità della presidente Bresso, giudicata da molti, e i sondaggi confermano questa versione, la persona adatta per guidare il Piemonte fuori dalla crisi. Tornando al clima politico devo confessare la mia preoccupazione, perché siamo di fronte all'arroganza del potere che riesce a sovvertire le regole, che i comuni cittadini sono obbligati a rispettare, per piegarle ai propri interessi. Non sono bastate le leggi ad personam, oggi siamo arrivati al cambio in corsa delle regole. Berlusconi ha detto che a questo punto le elezioni regionali sono solo un fatto politico sintetizzabile: o con lui o contro di lui. Sono convinto che gli italiani in generale e i piemontesi in particolare, sapranno far tesoro di questa sfida che è stata loro lanciata....
Politica e cittadini: quale è la ricetta giusta?
La ricetta giusta sarebbe che la politica è al servizio dei cittadini. Sarebbe, perché purtroppo sono troppi i fatti che dimostrano il contrario. Io resto dell'idea che la politica è un servizio che si rende ai cittadini, scegliendo di occuparsi della cosa pubblica a favore di tutti e senza tornaconti personali. A mio parere dovrebbero essere sempre di più i cittadini che si impegnano in politica e la politica dovrebbe garantire a tutti gli spazi dove esplicare questo impegno. Non è da oggi che mi batto a favore del limite dei mandati elettorali, a qualunque livello. Dopo 2-3 volte che si è stati in Consiglio regionale o comunale, in Provincia o Parlamento è giusto lasciare spazio ad altri. Se la regola vale per i sindaci che non possono andare oltre il secondo mandato conferitogli dagli elettori, non vedo perché lo stesso non debba valere per altre cariche. Così come non ritengo giusto l'accumulo di cariche. Chi è consigliere regionale non può fare anche il presidente di Comunità montana o il consigliere provinciale e non è neppure bello che sieda nel consiglio d'amministrazione di una banca, di una fondazione o di un altro ente. Il rischio è quello di fare tutto e male. In ogni caso, più che di ricette, direi che è molto importante che i cittadini non si allontanino dalla politica, specie in momenti come questi ma, anzi, è indispensabile che sempre più persone si interessino a questo importante aspetto della vita sociale. Non sono tra quelli che dicono: tanto è inutile, non cambia nulla. La politica può essere cambiata lavorando al suo interno. Io penso che sia importante provarci, sempre e comunque, forti delle proprie convinzioni.



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