Mariano Rabino
Mariano Rabino
MONTAGNA E COLLINA

19/03/2010

Rabino e l'insostituibile ruolo delle Comunità montane piemontesi


Rabino e l'insostituibile ruolo delle Comunità montane piemontesi

Nel corso dei 5 anni trascorsi in Consiglio regionale mi sono impegnato a fondo a favore dei piccoli comuni per i quali avevo presentato una proposta di legge che poi è confluita nel testo che è stato successivamente approvato. A maggior ragione reputo importantissimo il ruolo esercitato dalle Comunità montane e spiego anche il perché. In un epoca in cui si parla di razionalizzazione dei servizi per ridurre i costi degli stessi, le comunità montane rappresentano lo strumento migliore per realizzare questo obiettivo. L'unione delle risorse, l'unitarietà dei progetti presentati, la possibilità di contrattare i prezzi in virtù di un numero maggiore di potenziali "clienti", consente alle Comunità montane di ottimizzare i servizi a favore della popolazione senza correre il rischio di ridurli, come la situazione generale di crisi porterebbe a fare. Le Comunità montane rappresentano una parte prevalente del territorio del Piemonte e della nostra provincia e costituiscono il giusto referente nei confronti di Regione e Stato, sia per rappresentare le esigenze del territorio che per la valorizzazione delle sue eccellenze. Per questo motivo il centrosinistra che ha governato e, spero, governerà la Regione per i prossimi anni, si è mosso per tempo con l'accorpamento delle comunità montane piemontesi, allo scopo di ridurne il numero e razionalizzarne l'attività. Questo per evitare la "mannaia" del governo di centrodestra che le Comunità montane vuole eliminarle, così come è nelle intenzioni dello stesso candidato leghista alla presidenza della Regione. Certamente, anche l'accorpamento attuato deve essere rivisto ed ottimizzato, perché non trovo realistica la presenza di certi comuni all'interno di alcune Comunità montane quando gli stessi si trovano in pianura o alla periferia delle aree montane. Anche la coesistenza forzata di certe Comunità montane forse deve essere rivista, considerate le frizioni che sono nate tra alcuni comuni e le giunte appena insediate, con le inevitabili difficoltà registrate nel far partire la macchina amministrativa. Credo che non sia stato possibile mettere mano alla situazione, con l'emanazione di ulteriori linee guida della Regione successivamente all'accorpamento, a causa del fatto che è venuto a mancare un referente ben identificato nell'assessorato alla Montagna da quando l'assessore Bruna Sibille è diventato sindaco di Bra. Aggiungiamo che le elezioni delle Giunte designate alla guida delle singole Comunità montane sono avvenute a ridosso della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale, in un periodo caratterizzato da una sostanziale impossibilità decisionale. Credo che uno dei primi interventi della nuova Giunta regionale guidata da Mercedes Bresso sarà proprio a favore delle Comunità montane, per consentire loro di operare al meglio. Con questo credo di aver risposto al quesito sollevato, giustamente, dai sei presidenti delle Comunità montane della provincia di Cuneo, ai quali mi sento di dare le più ampie rassicurazioni sul fatto che alla Regione non solo stanno a cuore le Comunità montane ma che è intenzionata a proseguire sulla strada della collaborazione e dello sviluppo di questi importantissime istituzioni territoriali alle quali dovremmo dare l'addio nel malaugurato caso di vittoria del centrodestra e, segnatamente, della Lega, alle prossime elezioni.



L'EDITORIALE

NEWS DALLA REGIONE

NEWSLETTER

Credits

   

Mariano Rabino Consigliere regionale del Piemonte

Linea diretta: 335 7482145

Ufficio di Alba: Via Ospedale, 9 (sabato dalle 9 alle 13)

Ufficio di Torino: Via Arsenale, 14. Tel 011 5757690, Fax 011 534822;

Email: info@marianorabino.it